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Sono andata recentemente ad ascoltare quella che il dottor Pozzi ha preferito non chiamare conferenza, quanto piuttosto delle pennellate su un tema scottante, complesso ed epocale: l’impatto del digitale sulle nostre vite.
Innegabile che la tecnologia digitale sia diventata una presenza sempre più pervasiva nella vita umana, influenzando in profondità aspetti sempre più intimi della nostra esistenza. In appena vent’anni, spesso senza che ce ne rendessimo pienamente conto, i dispositivi digitali hanno trasformato radicalmente il nostro modo di vivere, di comunicare e percepire la realtà. Ma essa, non è così recente come molti possono immaginare.
Francis Bacon (1561-1626) – filosofo inglese considerato uno dei padri del metodo scientifico –
potrebbe anche essere considerato a pieno diritto il padre dell’informatica. In tre tomi enciclopedici dal titolo ‘da Gondishapur alla Silicon Valley‘ Paul Emberson è punto di riferimento per chiunque voglia approfondire concepimento, nascita e vita della tecnologia digitale, nei secoli. Emberson analizza le forze spirituali nello sviluppo dell’elaborazione dei dati e il futuro della tecnologia informatica. Il libro esplora l’influenza di queste forze nel corso della storia, partendo dall’antica Accademia di Gondishapur fino all’odierna Silicon Valley.
Con un approccio scientifico, storico e scientifico-spirituale, Emberson ricostruisce l’evoluzione della tecnologia digitale, mostrando come essa abbia progressivamente reso l’umanità dipendente dalle macchine. E sulla base di questa trattazione e sostenuto dall’antroposofia portata da Rudolf Steiner, Andrea Pozzi ci ha condotto ad una riflessione forte di spirito critico sulla “vita spirituale” insita nei computer e sulla loro azione nelle nostre vite.
Aderente alle teorie della scienza della natura è partito dal ‘dimostrare’ come i fenomeni che accompagnano le nostre vite siano in realtà la manifestazione di qualcosa che i nostri sensi non possono percepire nelle loro cause ma solo nei loro effetti. In tal senso, la tecnologia digitale è anche essa una manifestazione fenomenica, ma di quali cause invisibili? Quali idee e di chi?
Il nostro tempo è strutturato in modo che la maggior parte degli esseri umani consideri come reale soltanto il mondo che percepisce grazie ai sensi fisici. Questo convincimento è il muro di cinta di un carcere di massima sicurezza dove è stata imprigionata la nostra capacità pensante. Grazie ad esso, come ad una caverna di Platone, potenti forze che, sconosciute ai più, passano del tutto inosservate, sono riuscite a penetrare nella nostra coscienza ed a metterla al loro servizio, inducendoci a pensieri, sentimenti ed azioni che riteniamo nostri e liberi, ma tutto sono tranne che tali, perché in realtà espressione di loro volontà. Questo anche è l’ambito delle ‘cause invisibili’.
Se il nostro pensiero non è succube dei dogmi della scienza, che attribuisce la nostra esistenza al caso (che assume la forza di una divinità), possiamo affermare che gli elementi fisici-corporei-materici, esistono grazie a qualcosa, una coscienza, che li pensa o li ha pensati poiché, nella nostra vita possiamo sperimentare fenomenologicamente che nulla può esistere se prima non viene pensato.
Esiste dunque un mondo fisico ma per forza di logica, dietro c’è un mondo che lo ha pensato. Ed è questo mondo che pensa, lo Spirito. Solo che il mondo che pensa, non pensa necessariamente cose buone…
Più o meno tutti oramai sono entrati in relazione con l’idea che esiste anche un mondo del quale non percepiamo fisicità, origine, leggi, ma del quale percepiamo od utilizziamo gli effetti (elettricità, magnetismo, nucleare, quantistica…). É il mondo della sub materia i cui elementi chiamiamo atomi, quanti, quark.
Questo è il ‘mondo senza materia‘ che però agisce su di essa.
Sul nostro pianeta, nelle nostre vite, nei nostri corpi vediamo gli effetti dell’attività degli atomi ma anche della fisica delle particelle ma non siamo in grado di vedere loro, le attrici, le sub-particelle. Nessuno le ha mai viste.
Eppure, andando avanti con le scoperte scientifiche, siamo stati in grado di utilizzare gli effetti delle sub particelle atomiche e sub atomiche – quanti e quark – pur nel mistero riguardo alle leggi che vivono in esse.
Questa materia senza materia che l’opposto della materia delle cause dei fenomeni naturali è appunto la sub-materia. Ed è in questo strato, in questa sfera sub naturale che vivono le coscienze spirituali che l’hanno pensata e che la mantengono in vita (anche se di vivente non ha nulla) perché nulla esiste se prima non viene pensato da una coscienza in grado di farlo.. Queste coscienze sub naturali sono dietro al mondo del fenomeno della tecnologia digitale.
L’essere umano dunque vive in compagnia e grazie alla sua coscienza di grado umano, ma anche di super coscienze e di subcoscienze. Queste ultime sono quelle che lo possono imprigionare all’interno del carcere di massima sicurezza, dove però gli stessi signori hanno fatto in modo che le cose non siano così brutte poiché il loro potere è talmente vasto che sanno perfettamente come solleticare ed imbrigliare i sensi umani in un Truman Show gradevolissimo, comodo e perfetto per far perdere qualsiasi impulso a farsi domande. Domande che il relatore aiuta a far nascere.
Andrea Pozzi è mio collega di Pedagogia Curativa ed attualmente svolge la sua attività presso una scuola Waldorf in Svizzera. Di formazione scientifica ed appassionato di tecnologia è riuscito a mettere insieme tematiche – che apparentemente possono apparire polari – senza perdersi i dogmi, sensazionalismi, previsioni apocalittiche, pressappochismo new age. E lo ha fatto in maniera armoniosa con riflessione lucida e consapevole, su ciò che sta accadendo, aiutandoci a comprendere implicazioni, rischi ed opportunità di un processo di cambiamento che sta accelerando sempre di più e che ci ha condotto all’incontro con l’essere spirituale dell’Intelligenza Artificiale che ha tutto il potenziale per innescare una svolta epocale con un esito che potrebbe anche non essere favorevole per l’umanità o buona parte di essa.
Il tema, anche accompagnato dall’arte e da linguaggi immaginativi, attraversa le fasi della vita umana – dai primi anni dello sviluppo infantile fino all’età adulta – con quesiti che riguardano gli effetti sul piano neurologico, fisico corporeo, emotivo e della libera volontà.
Il punto di vista pedagogico, che molto interessa noi addetti ai lavori, è infatti cruciale per analizzare in modo oggettivo e privo di pregiudizi gli impatti della digitalizzazione ed interrogarsi su come le diverse tappe evolutive dell’individuo possano essere influenzate – e in alcuni casi compromesse – da un’interazione non equilibrata con la tecnologia. Ed il mondo adulto, lungi dall’essere immune da tale trasformazione, è profondamente coinvolto nell’impatto della digitalizzazione sull’età evolutiva.
Una sottovalutazione o una errata valutazione del fenomeno può fare la differenza, per gli adulti di domani, tra soccombere e diventare schiavi delle macchine, o trasformarne le loro potenzialità per sostenere la crescita della coscienza umana individuale e collettiva.
Sebbene il fenomeno sia relativamente recente nella storia, la Scienza dello Spirito, sviluppata da Rudolf Steiner oltre un secolo fa, aveva già anticipato l’avvento delle nuove tecnologie e le loro potenziali conseguenze. Proprio grazie a essa, la conferenza – così a me piace chiamarla – ci offre l’opportunità di porci le domande giuste.
Come in tutto ciò che è vivente, non ne usciremo con certezze definitive; l’unica certezza che avremo sarà il desiderio di ampliare la nostra conoscenza, affinché la coscienza che guiderà le nostre azioni presenti e future sia davvero la nostra e non un suo surrogato digitale.
Relatore
Dott. Andrea Pozzi.
Formazione scientifica, laurea in scienze naturali, si è occupato di divulgazione ecologica ed ambientale nella scuola. Dal 2015 si occupa di approfondire il rapporto umano con la tecnologia digitale, attraverso i risultati sia della ricerca scientifica ordinaria che dell’Antroposofia.
Attualmente pedagogista curativo e clinico ad indirizzo antroposofico e counselor dell’età evolutiva.