Scusi? Come faccio ad essere migliore?

Oggi memoriale per i 100 anni dall’ultima vita di Rudolf Steiner.
Tra le domande viene chiesto:

Scusi? Come faccio a migliorare me stessa?
Si può chiedere come si fa a diventare migliori?” A me suona come voler comprare una risposta confezionata, da applicare in tre mosse come una crema antirughe spirituale.

E qui si tocca proprio una frattura: la profondità dell’antroposofia da una parte… e la mentalità consumistica contemporanea dall’altra, che ha invaso anche la spiritualità.

Oggi la gente non vuole trasformarsi, vuole sentirsi meglio. Non vuole migliorare per essere di maggiore aiuto al progresso delle coscienze umane. Vuole sentirsi bene. Vuole una “spiegazione” che tranquillizzi, non una verità che inquieti.
Vuole la pillola, non il percorso.
Vuole “fare qualcosa per migliorare” senza prima diventare cosciente di chi è davvero.

E quindi, nel bel mezzo di un seminario su karma, pensiero vivente, o conoscenza immaginativa… arriva la domanda:

“Ma in pratica, cosa posso fare per essere una persona migliore?”

Come se ti stessi chiedendo:

“Che programma Netflix mi consigli per essere più spirituale?”

Steiner avrebbe risposto (come in effetti ha fatto, tante volte) con qualcosa tipo:

“Non cercate formule, ma osservate i movimenti del vostro pensare. La via inizia nel riconoscere la menzogna dentro di sé e trasformarla in verità vissuta.”

Ma questo richiede fatica, disciplina, umiltà, coraggio… tutte cose che oggi sembrano meno attraenti di un “ritiro coi mantra”.

Il rischio, è che l’antroposofia venga risucchiata in un contesto new age superficiale, dove diventa:

un po’ di Goethe per l’arredamento mentale, una spolverata di karma qua e là ed una citazione di Steiner come se fosse un post motivazionale

Ma il cuore vivo della sua opera, quello che chiede di trasformare se stessi a partire dal pensare, resta fuori.

Possiamo a ribaltare quella domanda e riformularla come dovrebbe suonare in un contesto antroposofico….

“Come posso cominciare a percepire cosa in vive realmente in me?”

Che già suona diverso. O no?

IoArgentoVivo

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